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Grazie al supporto finanziario dell'Università di Bologna e della B.C.G. (Banca di Credito Cooperativo di Gradara), mi sono recato in cina per studiare il mercato cinese del vino. La mia permanenza sul territorio cinese è durata due mesi, dal 21/10/2005 al 21/12/2005.
La Repubblica Popolare Cinese si estende su un territorio di 9.596.960 di metri quadrati, all'interno del quale vivono più di dieci etnie differenti con diversi costumi, abitudini, religioni, linguaggi e culture.
In questo mio viaggio sono stato ospite di tre università in altrettante città della Cina.
Il primo luogo nel quale mi sono recato è stata la città di Urumqi, nella provincia dello Xinjiang, che da sola rappresenta 1/6 del territorio cinese. Il nome attuale della provincia significa "nuovi territori", ma sino a cinquanta anni fa lo Xinjiang non faceva parte della Cina ed era conosciuto da tutto il mondo con il nome di Turkmenistan.
Il motivo principale dell'interesse della Cina verso questa terra è dovuto al fatto che la provincia è ricca di risorse naturali, a partire dall'oro nero, sino al gas naturale.
Gli originari abitanti del Turkmenistan sono gli Uygur, etnia di religione musulmana, che anche attualmente abitano ad Urumqi nonostante il governo cinese abbia inviato numerose persone di etnia Han (i veri cinesi), per ottenere il predominio sul territorio.
Le due etnie vivono comunque assieme, in un clima di apparente convivenza pacifica, nonostante abitudini e cultura siano totalmente differenti.
Se da un lato la libertà degli Uygur è stata limitata dal governo cinese, dall'altro il progresso e la modernità stanno arrivando anche in questo angolo remoto della cina e probabilmente le condizioni, già di per sè buone della popolazione, miglioreranno ulteriormente nel tempo.
Personalmente mi sono trovato molto bene sia con gli Uygur che con i cinesi, stabilendo relazioni amichevoli con persone appartenenti ad entrambe le etnie.
Urumqi è una citta’ di circa 2 milioni di abitanti, localizzata nel bel mezzo del deserto del Gobi e proprio in prossimità di Urumqi passava la mitica via della seta. Gli occidentali che si spingono sino a qua sono veramente pochi, quindi all’inizio ho dovuto abituarmi alle occhiate curiose dei locali, che comunque sono ospitali e amichevoli.
In questa città sono stato ospitato dalla Xinjiang Agriculture University, una struttura frequentata da quindicimila studenti e molto ben organizzata.
Il motivo principale che mi ha spinto a recarmi nello Xinjiang è stato perchè in questa provincia sono presenti numerosi vigneti e due delle più importanti cantine della Cina, la Suntime e la Les Champs d'Or.
I vigneti localizzati nella zona di Turpan, testimonianza di una viticoltura atavica, sono veramente interessanti da visitare. Nello Xinjiang le viti vengono piantate "franche di piede" perchè la fillossera non riesce a concludere il suo ciclo a causa delle basse temperature invernali che possono scendere anche a 40°C sotto lo zero, mentre in estate raggiungono altrettanti gradi sopra lo zero. A fine ottobre le viti vengono potate e poi interrate manualmente per sopportare queste rigide temperature invernali.
La cantina Suntime situata a Manas, una piccola cittadina a circa quattro ore di macchina da Urumqi è veramente moderna e all'avanguardia.
Le dimensioni dello stabilimento sono imponenti.
In cantina vengono impiegati macchinari italiani, come le presse della toffola e i filtri velo.
I vigneti si estendono su una superficie di mille ettari e producono un vino che è destinato principalmente al consumo interno.
A differenza della cantina Suntime, la Les Champs d'Or produce vini destinati ad una nicchia di mercato. I vini di quest'ultima si possono reperire unicamente nei ristoranti e negli hotel di alta gamma, ad un prezzo variabile dai 6 euro ai 20 euro circa.
Les Champs d'Or si trova a Korla, un paese che ho raggiunto da Urumqi tramite dodici ore di treno ed è una joint venture cino-francese. La cantina è situata nel bel mezzo del deserto del Gobi, in un paesaggio suggestivo e produce vini molto validi dal punto di vista sensoriale. L'enologo è un ragazzo cinese che ha studiato in Francia ed è molto preparato dal punto di vista tecnico.
L’esperienza nello Xinjiang è stata positiva e utile per conoscere nuove realtà vitivinicole. |
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